Hildegard Wulz,
Die “Galleria degli Antichi” des
Vespasiano Gonzaga in Sabbioneta, a cura di Hans Schüller, Michael Imhof
Verlag, Petersberg 2006, pp. 183 (formato 30x22 cm, con 385 ill. b/n e una
tavola fuori testo a colori con lo schema delle pitture allegoriche alle pareti).
L’opera postuma di Hildegard Wulz
(1939-2003), magnificamente curata da Hans Schüller, costituisce una novità
assoluta nel campo degli studi di storia dell’arte. Finora non esiste infatti
alcuna ricerca così dettagliata sulla ben nota “Galleria degli Antichi” di
Sabbioneta. L’A. ha compiuto il presente studio sotto la guida del prof.
Hans-Christoph Dittscheid dell’Università di Regensburg, dopo aver già
dedicato nel 1996 uno studio sul Teatro all’Antica costruito da Vincenzo
Scamozzi per il medesimo committente della Galleria, cioè Vespasiano Gonzaga.
Con numerosi viaggi e ricognizioni dirette sui monumenti, l’A. è riuscita a
ricostruire il programma culturale e le intenzioni di Vespasiano come
costruttore di una “nuova Roma” e nello stesso tempo ha dato una convincente
interpretazione delle 26 figure allegoriche femminili che adornano le pareti
della Galleria. Questo splendido volume è dunque il frutto di una vera e
propria “passione” per Sabbioneta, interrotta purtroppo dalla morte
prematura dell’A.
L’opera è divisa in tre parti.
La prima (pp.9-18) presenta brevemente la vita di Vespasiano Gonzaga e il suo
progetto di città ideale, commentando le iscrizioni latine che circondano la
facciata del Teatro all’Antica. La seconda parte (pp. 19-49) descrive
l’origine e le funzioni della Galleria, illustrandone le caratteristiche
architettoniche, confrontandola con altri modelli coevi e facendone risaltare
l’originalità come prototipo di una galleria concepita per servire da museo e
non come semplice loggia utilizzata per passeggiare al riparo dalle intemperie.
La terza parte (pp. 51-134) analizza in dettaglio le 26 figure allegoriche
femminili, mostrandone il significato nel quadro del progetto artistico del princeps
optimus quale Vespasiano ambiva essere. In particolare va segnalata
l’identificazione di due figure (Vittoria e Fama) che vengono interpretate in
modo diverso da quello di Maffezzoli (cf. Sabbioneta.
Guida alla visita della città, Modena
1996) e sulle quali l’opinione di Bazzotti era di una
prudente astensione (La Galleria degli
Antichi di Sabbioneta, in Vesapasiano Gonzaga e il Ducato di Sabbioneta, Mantova 1993). È
interessante anche la connessione che l’A. ha cercato di stabilire tra le
figure allegoriche e la vita del duca Vespasiano, allo scopo di far meglio
comprendere il perché della scelta e della collocazione delle varie figure
allegoriche.
Infine non
ultimo pregio dell’opera è la ricchezza della documentazione iconografica che
accompagna pagina dopo pagina il lettore e permette il confronto con gli edifici
e le decorazioni similari sia sotto il profilo architettonico che pittorico. Si
può dire che ogni affermazione di rilievo viene supportata sia dall’apparato
delle immagini come da quello delle note (più di mille) e della bibliografia
utilizzata. Si tratta senza dubbio di un’opera che dimostra tutta la serietà
della scuola tedesca nell’ambito della storia dell’arte. È lecito sperare
che qualche coraggioso editore si assuma l’onere di tradurre quest’opera in
italiano e faccia conoscere a una cerchia più vasta di lettori i risultati di
una ricerca così meritevole.
Luigi
Dal Lago in: Civiltà mantovana, 3.Ser. 42.2007 No. 124, p. 253-254